Francesco Tocci Ⓥ🇪🇺
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Francesco Tocci Ⓥ🇪🇺
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Per lavoro gestisco progetti in ambito culturale, nel tempo libero mi dedico a orticoltura, geopolitica, videogiochi.

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Mai come ora è importante slegarsi dai colossi della tecnologia USA e iniziare a sostenere progetti europei indipendenti, più piccoli, in modo che nessun grande operatore possa controllare tutto: https://scegli.app

Per aiutare alla transizione, ecco 4 guide […]

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January 25, 2026 at 6:50 AM
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La Commissione europea sta testando la messaggistica open source basata su Matrix per ridurre la dipendenza dal sw USA e creare una struttura portante di comunicazioni sovrana e sicura tra le istituzioni UE.

La mossa riflette le crescenti preoccupazioni delle amministrazioni europee per la […]
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February 6, 2026 at 1:20 AM
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1. Noam Chomsky's response to the first tranche of Epstein docs - arrogant, high-handed, obfuscatory and, we now know, dishonest - reminded me of something: his response to my questions about genocide denial, 15 years ago. 🧵
www.monbiot.com/2012/05/21/2...
Correspondence with Noam Chomsky
This is supporting material for the article See No Evil.
www.monbiot.com
February 4, 2026 at 7:49 AM
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People have become far too used to Ukrainians dying.

#Ukraine #Russia #RussiaUkraineWar #UkraineWar #genocide #Invasion #imperialism #News #War
January 31, 2026 at 3:15 PM
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Ci sono molti nuovi arrivati su mastodon.social che ci chiedono aiuto, quindi ripetiamo l'appello:

Partire da un’istanza italiana aiuta davvero tanto. Purtroppo mastodon.social viene consigliata a livello globale,ma non ha moderatori né una vera community italiana. Per iniziare è quindi molto […]
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January 30, 2026 at 6:17 AM
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Please spread this far and wide, as stories don't get much bigger than this. When the government blocks even the intelligence services from telling us we're heading for environmental catastrophe, you know we have a problem. A very big problem.
Thank you.
www.theguardian.com/commentisfre...
The UK government didn't want you to see this report on ecosystem collapse. I'm not surprised | George Monbiot
It took an FOI request to bring this national security assessment to light. For ‘doomsayers’ like us, it is the ultimate vindication, says Guardian columnist George Monbiot
www.theguardian.com
January 28, 2026 at 7:18 AM
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il sito ufficiale di Mastodon ora consiglia https://mastodon.uno come quarta istanza al mondo. Ecco spiegato il boom di iscritti. Grazie ❤️

A chi è appena arrivato e si sente un po’ spaesato potete iniziare seguendo gli account più attivi👉 […]

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January 27, 2026 at 5:47 AM
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La #destra cambia il disegno di legge sulla #violenza sessuale: non è stupro se non hai esplicitato chiaramente il tuo dissenso tramite invio di una PEC al tuo aggressore con il ministero dell'interno in copia.
January 24, 2026 at 8:52 AM
Probabilmente la maggiore vicinanza con l'imperatore arancione aiuta i canadesi a una lettura più lucida del presente.
Discorso da leggere per intero, prendere appunti, replicare alla nostra longitudine, grazie.

Davos 2026: Special address by Mark Carney, PM of Canada | World Economic Forum […]
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January 24, 2026 at 8:18 AM
L'unico baluardo contro l'oligarchia necropolitica in ascesa è l'Europa - Valigia Blu
https://www.valigiablu.it/europa-baluardo-oligarchia-necropolitica-potere/
## L’unico baluardo contro l’oligarchia necropolitica in ascesa è l’Europa Share 0 Bluesky 0 Share 0 Share ### Iscriviti alla nostra Newsletter --- 4 min lettura Lo stratega politico russo Vladislav Surkov ha ammesso una volta che le istituzioni democratiche importate in Russia dall'Occidente dopo il crollo dell'Unione Sovietica erano in gran parte cerimoniali. Surkov, descritto come l'eminenza grigia della politica russa per il suo ruolo nel plasmare e consolidare il regime autoritario di Putin, ha confessato che la Russia ha formalmente adottato quelle istituzioni per “assomigliare a tutti gli altri” ed evitare che la sua vera cultura politica infastidisse o spaventasse le altre nazioni. Tuttavia, dopo il deterioramento delle relazioni tra la Russia e l'Occidente, la Russia ha deciso che non era più necessario fingere di essere “come tutti gli altri” e ha messo a nudo la “brutale struttura del potere” del suo sistema di governo, senza nasconderla dietro una facciata democratica artefatta. Questa esposizione del potere puro è di natura esibizionista. Il piacere non sta solo nel detenere – o nel professare di detenere – il potere in sé, ma nel vantarsi della sua totale illimitatezza e impunità. Questo comportamento non è affatto circoscritto a Mosca. Questo atteggiamento attira ora molti, specialmente all'interno di certi circoli di potere a Washington, dove la trasgressione è sempre più considerata una virtù e l'ebbrezza di poter agire senza limiti è ostentata piuttosto che nascosta. Ed è proprio negli Stati Uniti — il paese che un tempo ha plasmato l'ordine internazionale del dopoguerra — che oggi assistiamo all'esecuzione pubblica di quel medesimo ordine. A presiederla è la brutalità nuda e cruda del dogma 'la forza fa il diritto', rivendicato dall'amministrazione Trump e non più dissimulato dal soft power americano. Non sorprende che un simile spettacolo sia accolto con soddisfazione, se non con aperta esultanza, nei bunker e nei palazzi presidenziali di Russia e Cina. ### Governare attraverso la paura, l'abbandono e la morte Scrivendo della crisi nel periodo tra le due guerre del XX secolo, il filosofo politico Antonio Gramsci la descrisse come un “interregno”, un periodo in cui il vecchio ordine stava morendo e quello nuovo non era ancora nato. In un periodo del genere, scrisse mentre era incarcerato in una delle prigioni del fascismo italiano, "si manifesta una grande varietà di fenomeni morbosi". Oggi, quasi un secolo dopo, il potere spudoratamente nudo di costringere e dominare è uno dei fenomeni morbosi del nostro interregno. Man mano che questo potere degenera nel primitivismo, mette a nudo il suo nucleo necropolitico: la volontà e la capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire. Ed è l'ascesa di una nuova classe di oligarchia, un'oligarchia necropolitica, che è diventata un altro sintomo morboso della nostra condizione attuale. Saldamente nelle mani di élite estrattive, tecnologiche, finanziarie e immobiliari, l'oligarchia necropolitica americana si appresta a governare attraverso la gestione della morte, dell'abbandono e della sacrificabilità umana. Il suo negazionismo climatico accelera la distruzione degli ecosistemi e rende sacrificabili vasti gruppi di popolazione umana e non umana, producendo una violenza lenta e diffusa sotto forma di ondate di calore, inondazioni, siccità, carestie e migrazioni forzate. > L’ordine mondiale di Trump: un enorme “fottetevi tutti” rivolto al mondo intero Attraverso il controllo algoritmico, il monopolio dell'attenzione e il micro-targeting politico, l’oligarchia necropolitica innesca la frammentazione sociale, fomenta la violenza e svuota la vita democratica, riducendola a uno stato permanente di guerriglia emotiva. Le sue pratiche di detenzione di massa, incarcerazione e deportazione governano attraverso la paura e le intimidazioni, lacerando le famiglie e lasciando comunità frammentate ad assorbire le macerie sociali della precarietà cronica. Questo regime di governance minaccia direttamente e indirettamente la vita e il benessere delle persone ben oltre i confini degli Stati Uniti. A livello internazionale, l'oligarchia necropolitica americana sta minando le alleanze politiche occidentali, distruggendo i legami commerciali e d'affari tra partner di lunga data, erodendo la sovranità degli Stati indipendenti, paralizzando la governance multilaterale e minando l'unità europea incoraggiando attivamente le forze illiberali ostili al progetto europeo. > Da MAGA a MEGA, l’estrema destra statunitense alla conquista dell’Europa ### L'avvertimento geopolitico di Orwell Negli ultimi anni, soprattutto dalla metà alla fine del decennio 2010, il romanzo distopico 1984 di George Orwell è diventato un punto di riferimento universale nelle discussioni sulla sorveglianza totale, il controllo autoritario, la propaganda e la repressione psicologica. Ciò che di solito manca in queste discussioni, tuttavia, è il quadro geopolitico del romanzo: la divisione del mondo in tre superpotenze – Oceania, Eurasia e Estasia – il cui dominio globale ricorda in modo inquietante gli attuali Stati Uniti, Russia e Cina. Forse ancora più inquietante, dato che Orwell scrisse 1984 come monito al mondo occidentale, è il fatto che i tre superstati non differiscono l'uno dall'altro. Tutti e tre sono regimi totalitari che mantengono le loro società in uno stato permanente di mobilitazione e obbedienza attraverso la macchina propagandistica e la logica della sacrificabilità. È possibile che il nostro interregno finisca con l'instaurazione di un nuovo ordine internazionale simile a quello descritto in modo così spaventoso da Orwell. Ed è anche possibile che l'Unione Europea – con tutti i suoi difetti e le sue carenze – sia oggi l'unica speranza globale per coloro che, in Occidente e non solo, si oppongono all'oligarchia necropolitica, indipendentemente dalla loro nazionalità. ### Iscriviti alla nostra Newsletter Consenso all’invio della newsletter: Dai il tuo consenso affinché Valigia Blu possa usare le informazioni che fornisci allo scopo di inviarti la newsletter settimanale e una comunicazione annuale relativa al nostro crowdfunding. HP **Come revocare il consenso** : Puoi revocare il consenso all’invio della newsletter in ogni momento, utilizzando l’apposito link di cancellazione nella email o scrivendo a info@valigiablu.it. Per maggiori informazioni leggi l’informativa privacy su www.valigiablu.it. Ma se l'Europa vuole diventare un vero deterrente alla sempre più rapida discesa del mondo verso un autoritarismo disumano, non può rimanere una costellazione dispersiva di sovranità nazionali in competizione tra loro. Ha bisogno di un'unione politica più profonda, in grado di agire come un unico potere strategico con un'architettura di sicurezza e difesa unificata. Senza una tale concentrazione di autorità, l'Europa rimarrà geopoliticamente passiva, strutturalmente vulnerabile e, in ultima analisi, esposta alla sfacciata esibizione di un potere nudo e senza freni. _Immagine in anteprima: AI chatgpt_ Scrivi un commento ### Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento. Enter code * Δ Segnala un errore autoritarismoeuropainterregnonecropoliticaOrwellRussiaStati unitiUnoine EuropeaUsa ### Strategia, narcisismo patologico e straordinaria incompetenza: Trump e l’ossessione per la Groenlandia __ __
www.valigiablu.it
January 23, 2026 at 11:49 PM
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@fediverso Se scrivi principalmente in italiano, spostarti su un’istanza italiana può davvero migliorare l’esperienza, senza rinunciare a nulla: puoi continuare a seguire e interagire con persone di tutto il mondo.

Per fortuna migrare è possibile ed è semplice (si spostano i follower, ed è già […]
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January 19, 2026 at 8:39 AM
I leader di Francia e Germania conannano la politica estera USA. Tutto molto bello, mi piacerebbe però che altri seguissero l'esempio e che queste frasi venissero ripetute quotidianamente, finché anche i più distratti non abbiano preso nota.

French and German presidents condemn US foreign […]
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January 8, 2026 at 4:36 PM
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Trump attacca il Venezuela, rapisce il capo di stato. Non posso più stare zitto. https://attivissimo.me/2026/01/03/trump-attacca-il-venezuela-rapisce-il-capo-di-stato/
January 3, 2026 at 1:02 PM
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My cartoon for the latest @newscientist.com
December 29, 2025 at 5:40 PM
"È l’Unione europea, con le sue istituzioni, il suo cammino, la sua storia e il suo sguardo verso un futuro sempre più unitario basato su stato di diritto e multilateralismo a costituire il nemico comune di Trump e Putin".

Esatto.

Gli USA dichiarano guerra all'Europa per la regolamentazione […]
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December 26, 2025 at 3:27 PM
Sto leggendo #lafinedelmondo la nuova rivista di soli fumetti che esce con #ilmanifesto. Ci sono storie molto diverse per stile e contenuti, alcune le trovo molto belle. Già sono in attesa del prossimo numero!
December 20, 2025 at 9:52 AM
"If a vegetarian hotdog is to be ruled out, as the parliamentarians demand, on the grounds that it contains no meat, the meat version should be ruled out on the grounds that it contains no dog"

Sarebbe un articolo comico se non fosse che queste idiozie rischiano di essere leggi UE

When is a […]
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December 20, 2025 at 7:35 AM
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RE: https://socialwebfoundation.org/2025/12/19/implementing-encrypted-messaging-over-activitypub/

Big news for the #fediverse! End-to-end encryption is coming to #activitypub.

@swf with support from @sovtechfund is coordinating two interoperable implementations.

Bonfire is proud to be one of […]
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December 19, 2025 at 8:16 PM
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1. This short thread is about what I see as a serious breach of journalistic ethics, in the making of Sofia Pineda Ochoa’s online documentary Greenwashed. She interviewed me for the film, but neither before, during or after was I given any idea I would be its target. www.youtube.com/watch?v=XjWU...
GREENWASHED | Full Documentary [Official]
YouTube video by Dr. Sofia Pineda Ochoa
www.youtube.com
December 16, 2025 at 11:48 AM
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December 12, 2025 at 10:37 PM
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Nei paesi liberi la corruzione si trova, si denuncia, si combatte e la si punisce.

Negli altri, invece, la corruzione è parte integrante dell'apparato statale: chi oserebbe indagare sui possedimenti miliardari dello Zar russo o del suo amico ungherese Orban?

Dubito possano farsi un'analisi di […]
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December 3, 2025 at 7:49 PM
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Come da tradizzione, naa seconda parte daa legislatura se riscrive la legge elettorale pe avé più probabbilità de sfonnà l'opposizzione

La sfida è fà in modo che i bonus arrivano solo a me, briciole a Lega e Forza Itaglia, e all'artri se scippa più che se pò

Sì, vor dì che pilotamo l'esito der […]
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November 26, 2025 at 6:29 AM
"ma non è meraviglioso un paese, una democrazia dove ti intervistano perché saresti stato censurato e parli liberamente della censura?"

https://www.valigiablu.it/guerra-ibrida-russa-europa-liberta-parola-torino/
## La libertà di parola, la guerra ibrida russa e le istituzioni democratiche Share 0 Bluesky 0 Share 0 Share ### Iscriviti alla nostra Newsletter 9 min lettura Da tempo le istituzioni europee sono state travolte dalla guerra ibrida di Putin contro le nostre democrazie. Se ne parla da anni, diversi autori ed esperti hanno pubblicato libri, saggi, articoli sul tema. Tra questi il politologo Anton Shekhovtsov, che nel suo ultimo libro _Russian Political Warfare: Essays on Kremlin Propaganda in Europe and the Neighbourhood, 2020-2023_ affronta le tattiche della guerra politica-informativa russa in Europa. Secondo Shekhovtsov, il Cremlino ha cercato di perseguire obiettivi strategici e tattici attraverso la propaganda, la disinformazione, il sostegno a movimenti politici, la strumentalizzazione di conflitti religiosi o culturali, la corruzione di élite politiche e l’erosione delle istituzioni democratiche con l’obiettivo di destabilizzare l’avversario e rafforzare politicamente la Russia a livello globale. Uno dei cardini di questa strategia consiste nel creare vulnerabilità interne, delegittimando le istituzioni, polarizzando la società, erodendo il consenso verso gli stessi sistemi democratici. L’obiettivo non è convincere rispetto alla narrazione portata avanti dalla propaganda ma creare caos, fare in modo che sia sempre più difficile distinguere il vero dal falso. Manipolare i fatti presenti e le ricostruzioni del passato assolve a questa funzione. > La guerra di Putin contro l’Europa L’autore affronta diversi casi avvenuti in Europa e non solo, e fra questi anche quello dell’Italia durante il Covid. Le modalità di questo tipo di ingerenze si adattano a seconda del target da colpire e hanno come obiettivo seminare confusione, delegittimare le informazioni verificate, frammentare il discorso pubblico. Da qui nascono e si diffondono per esempio narrazioni anti-UE su sovranità/immigrazione, false storie riguardanti le misure sanitarie europee (Covid) e teorie del complotto. E questi sono solo alcuni degli aspetti della guerra ibrida di Putin all’Europa. Una macchina molto complessa, un vero e proprio sistema integrato che va dal supporto (palese o occulto) a forze politiche populiste alle interferenze elettorali, alle operazioni cibernetiche e attacchi informatici, all’impiego di organizzazioni culturali, ONG, think-tank e media ‘apparentemente indipendenti’ alla costante ricerca di megafoni in ambienti accademici e politici. Queste strutture possono contribuire a diffondere temi nella discussione pubblica e ad attirare l’attenzione mediatica, normalizzando narrazioni, propaganda e discorsi favorevoli agli interessi russi. L’uso diversificato di questi strumenti, coordinati per massimizzare l’impatto, serve anche a mantenere la cosiddetta _’_ _plausible deniability_ _’_ : è sempre difficile attribuire direttamente gli attacchi al governo russo, perché c’è sempre la possibilità per il Cremlino di volta in volta di negare qualsiasi responsabilità. L’uso dei cosiddetti ‘omini verdi’ (soldati russi con uniformi senza insegne) da parte della Russia per annettere la Crimea e destabilizzare il Donbas in Ucraina è citato come esempio di _plausibile negabilità_. A rendere “ibrida” la guerra russa contro l’Europa è perciò anche la dimensione cognitiva, condotta da gruppi legati all’intelligence russa (GRU, FSB, SVR), spesso sotto copertura di “hacker collettivi” come Killnet, NoName057(16), Sandworm, troll farm e media di Stato (RT, Sputnik) che amplificano narrazioni anti-occidentali. Ci sono poi reti di influencer e siti pseudo-indipendenti che riprendono tesi filorusse, spesso in più lingue europee. Come mi ha spiegato il professor Giovanni Savino, che collabora da anni con _Valigia Blu_ e che è anche co-autore con Anton Shekhovtsov e altri del libro _Eurasianism and the European Far Right:_ “La propaganda politica storicamente ha puntato a conquistare menti e cuori, ma oggi il presupposto del caso russo è diverso: confondere, diffondere mezze verità e bugie plateali, trollare, in modo da fare rumore, distruggere la percezione del reale in favore di un pluralismo posticcio di narrazioni, tutte poco o per nulla credibili. Una differenza fondamentale rispetto al passato, in cui la propaganda era uno degli strumenti dell'ideologia, oggi avviene il contrario, con un approccio che assomiglia più a un perenne reality show o dibattito televisivo che a una narrazione coerente e organica; un tipo di confusione che punta a delegittimare la politica come partecipazione democratica, a demoralizzare la società, a renderla inerme e indifferente di fronte al potere”. L’Europa da tempo cerca di coordinare risposte a questa aggressione. Come e cosa potrebbe fare sono un capitolo a parte che varrà la pena in futuro approfondire. Tra l’altro è proprio di ieri la notizia della convocazione per il 17 novembre prossimo da parte del presidente Mattarella del Supremo di Difesa, durante il quale si legge nella nota “il Consiglio valuterà anche le minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione Europea e dell’Italia”. Qui mi preme affrontare nello specifico la questione della risposta democratica alla disinformazione e alla propaganda. Di fronte a questo problema la democrazia viene esposta in tutta la sua fragilità, ma questa fragilità è al tempo stesso la sua forza. Per sua stessa natura la democrazia contempla in sé la libertà di parola come diritto fondamentale anche dei suoi stessi potenziali ‘nemici’ interni. Un sistema democratico deve al tempo stesso salvaguardare i propri principi e valori (libertà, pluralismo, tolleranza) e cercare di proteggersi e difendersi da chi usa questi principi come arma per indebolire, minare, distruggere la democrazia stessa. Le misure da adottare devono essere proporzionate e rispettare i diritti fondamentali, per evitare di erodere l’impianto democratico delle nostre società. Facciamo un esempio pratico, partendo da una vicenda che giustamente sta appassionando il dibattito pubblico da giorni: il convegno intitolato _Russofilia, russofobia, verità?_ previsto per il 12 novembre al Polo del '900 di Torino e poi annullato. Organizzato dall'ANPPIA-Torino (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), l’evento prevedeva la partecipazione di Angelo d’Orsi e il collegamento dal Donbas di Vincenzo Lorusso. Il Polo del ‘900 è un centro culturale pubblico di Torino dedicato alla memoria del Novecento, con particolare attenzione ai temi della Resistenza, dell’antifascismo, della democrazia e dei diritti civili. Si tratta di un ente pubblico partecipato da istituzioni locali (Regione e Comune) e fondazioni bancarie, con una missione culturale e civile. Quando si è diffusa la notizia di questo convegno sono state sollevate polemiche e contestazioni anche da parte di alcuni politici, tra questi la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che ha definito l’iniziativa “un evento di propaganda putiniana”, il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha preso posizione chiedendo chiarimenti al sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Lo storico D’Orsi, che tiene a ricordare spesso di essere allievo di Norberto Bobbio, ha descritto l’annullamento come una forma di censura preventiva: “Un atto gravissimo”. ANNPIA Nazionale, dopo le polemiche e le accuse, ha rilasciato un comunicato ufficiale che esprime una posizione netta e molto dura, non parla di censura e prende le distanze dal convegno: > _“L’ANPPIA Nazionale precisa che si tratta di una iniziativa della Sezione torinese di cui non eravamo a conoscenza; né condividiamo in alcun modo le tesi espresse in questi anni da alcuni dei relatori invitati. L’ANPPIA ha condannato fin da subito l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin. Lo ha fatto con nettezza, con comunicati e con la partecipazione a manifestazioni ed iniziative di protesta contro quella brutale e ingiustificabile aggressione i nostri valori antifascisti, che sono alla base della Costituzione nata dalla Resistenza, sono quelli della Pace, della convivenza tra i Popoli e soprattutto del ripudio della Guerra e della difesa della Libertà e della Democrazia, così come i nostri fondatori, tra i quali ricordiamo Sandro Pertini e Umberto Terracini, perseguitati e imprigionati dal regime fascista, ci hanno tramandato. L’ANPPIA continua da quasi 80 anni a custodire e a diffondere il loro insegnamento. È evidente quindi che non solo i nostri valori, ma anche il nostro agire quotidiano, sono del tutto incompatibili con quanto oggi esprime la Russia autoritaria e oligarchica di Putin”._ Censura preventiva o legittima difesa? Le istituzioni democratiche hanno il diritto-dovere di difendersi e tutelare il discorso pubblico. Ospitare in spazi pubblici istituzionali soggetti che diffondono sistematicamente menzogne o propaganda (soprattutto se collegati a potenze ostili) significa attribuire loro legittimità democratica. Si crea confusione tra “pluralismo di idee” e manipolazione intenzionale. L’istituzione, per il solo fatto di ospitarli, diventa megafono involontario di un’operazione di influenza. Nessuno può permettersi di negare il diritto alla parola di D’Orsi, che infatti terrà tranquillamente la conferenza con Lorusso altrove. D’altra parte D’Orsi rilascia interviste, è ospite in TV dove ci fa sapere che la Chiesa ortodossa ucraina ha fatto santo nientemeno che il criminale di guerra Bandera (una bufalaccia russa che manco i russi dicono più, talmente è ridicola). Il tutto senza che nessuno gli faccia mai notare semplicemente che dice il falso. Proprio in queste ore, intervistato da _Il Tempo_ sulla presunta censura (ma non è meraviglioso un paese, una democrazia dove ti intervistano perché saresti stato censurato e parli liberamente della censura?) dice: “Sono tornato da poco da Mosca e posso affermare di aver trovato una realtà diversa da quella raccontata da molti osservatori. Ho parlato con intellettuali e gente comune". “Dunque - ha commentato ironicamente Adriano Sofri con un post su Facebook - quello di cui sentiamo dire, la catena di omicidi avvelenamenti suicidi all'interno e all'estero, gli arresti le condanne e le prigionie, Navalny e gli altri, sono notizie false o distorte”. Per fortuna nostra e di D’Orsi siamo una democrazia: non buttiamo in galera chi critica l'invasione dell’ucraina con un post sui social, non facciamo volare dissidenti dalle finestre, non li ammazziamo a colpi di arma da fuoco davanti al Quirinale, non uccidiamo oppositori politici o giornalisti il giorno del compleanno del presidente Mattarella. > Dopo Navalny Impossibile, infine, non citare il famoso paradosso della tolleranza del filosofo Karl Popper. Se una società illimitatamente tollerante tollera anche gli intolleranti, alla fine gli intolleranti prenderanno il sopravvento e distruggeranno la tolleranza stessa (e i tolleranti). Oggi, nel contesto della guerra ibrida e cognitiva condotta contro l’Europa, questa tensione diventa concreta e urgente. La disinformazione non è più solo un rumore di fondo: è una strategia deliberata per erodere fiducia, creare divisioni e paralizzare la capacità democratica di reagire. E qui nasce la domanda cruciale: è giusto che le istituzioni democratiche, nei loro spazi, ospitino senza nemmeno contraddittori noti propagandisti e disinformatori, personaggi che agiscono a sostegno di questa guerra cognitiva, legittimandoli ed elevandoli a interlocutori indipendenti e in buona fede? Vale la pena ricordare brevemente il curriculum di Vincenzo Lorusso. Il suo nome compare in diverse inchieste giornalistiche come quello di un propagandista italiano legato alla rete russa di disinformazione. Come documenta _Open_, insieme ad Andrea Lucidi ha collaborato con il sito filorusso _International Reporters_ , definito da Reporter Sans Frontières “uno strumento di propaganda che inquina lo spazio informativo e inganna deliberatamente il pubblico”. Secondo le indagini, entrambi hanno operato in aree occupate dell’Ucraina senza accreditamento, diffondendo contenuti in linea con la narrazione del Cremlino e partecipando a iniziative dirette contro le istituzioni europee e italiane. Lorusso ha raccolto a suo tempo le firme contro il presidente Mattarella che ha poi consegnato a Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri Lavrov. E sempre Zakharova ha firmato l’introduzione al libro di Lorusso _De russophobi_ a. Non parliamo dunque di semplici voci “fuori dal coro”, ma di soggetti che svolgono un ruolo attivo nello scenario sopra delineato. Quando queste figure vengono invitate in contesti istituzionali, l’effetto principale è una manipolazione simbolica degli spazi di dibattito: un’istituzione che nasce per custodire la memoria della libertà finisce, suo malgrado, per amplificare chi lavora per deformarla. È importante ribadirlo: nessuno nega a D’Orsi o a Lorusso il diritto di parola. Lo esercitano ogni giorno, inquinando il discorso pubblico italiano liberamente nei media e online, senza alcuna restrizione. Ma la libertà di parola non implica il diritto di essere ospitati o legittimati da un ente pubblico. ### Iscriviti alla nostra Newsletter Consenso all’invio della newsletter: Dai il tuo consenso affinché Valigia Blu possa usare le informazioni che fornisci allo scopo di inviarti la newsletter settimanale e una comunicazione annuale relativa al nostro crowdfunding. HP **Come revocare il consenso** : Puoi revocare il consenso all’invio della newsletter in ogni momento, utilizzando l’apposito link di cancellazione nella email o scrivendo a info@valigiablu.it. Per maggiori informazioni leggi l’informativa privacy su www.valigiablu.it. Una democrazia ha non solo il diritto, ma anche il dovere di difendersi: di proteggere i propri spazi civili e simbolici da chi li usa per finalità ostili, contro di essa per diffondere propaganda ostile. Non è censura: è autodifesa democratica. È la consapevolezza che la libertà va tutelata anche dai suoi manipolatori. La democrazia non è un patrimonio acquisito una volta per tutte: è un processo fragile, che vive solo attraverso l’impegno civico costante e informato di chi la abita. Pensare che le sue fondamenta siano indistruttibili, che non possano essere indebolite o distrutte, è un pensiero. Abbiamo assistito e stiamo assistendo a questa erosione in diverse parti del mondo, anche nel cuore della nostra stessa Europa. Ma al di là di tutto, viene da pensare a cosa direbbe oggi Bobbio, vedendo unil suo allievo impegnato a confondere libertà di pensiero e propaganda, a deformare i fatti, diffondere bufale in nome di un presunto pluralismo o di un'ideologia ostile ai sistemi democratici. Dubito che sentirebbe l’orgoglio del maestro superato dal brillante allievo. E chissà cosa penserebbe Pertini, a vedere un’associazione di cui è stato tra i dirigenti, e che deve dissociarsi da una sede locale ribadendo che è contro un aggressore fascista. _Immagine in anteprimavia odessajournal.com_ Scrivi un commento ### Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento. Enter code * Δ Segnala un errore democraziaeuropaguerra ibridainvasione ucrainalibertà di espressioneRussia ### COP30 e l’assalto alla politica climatica globale __ __
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November 12, 2025 at 6:10 PM