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Andare a votare per il futuro del lavoro. Perché il voto democratico fa paura all’estrema destra. Diamo alla democrazia di questo paese!
May 7, 2025 at 10:15 PM
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Putin non sarà presente al funerale di Bergoglio per una sola ragione: verrebbe arrestato appena sbarcato.
April 22, 2025 at 6:02 PM
Ora che vuole fare la grande diplomatica internazionale che è andata fino in america (a spese nostre) per leccare la pertica di un pazzo megalomane?
Fmi, i dazi frenano la crescita: “Shock grave, stime tagliate di mezzo punto”. Rallenta l’Italia
https://www.repubblica.it/economia/2025/04/22/news/fmi_taglio_stime_pil_dazi_italia_usa_cina-424142531/?rss
April 22, 2025 at 9:01 PM
Una manovra goffa e di cattivo gusto. Papà Francesco ha commentato la situazione che sta realmente accadendo a Gaza. Togliere le condoglianze per il santo padre è un atto puramente politico non umano, infatti la guerra a Gaza è un atto puramente disumano.
April 22, 2025 at 8:57 PM
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Ecco come ritorna chi è stato due anni in prigionia in Russia:
April 21, 2025 at 3:47 PM
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Il 15 marzo a Roma la grande piazza per dire sì all’Europa
Il 15 marzo a Roma la grande piazza per dire sì all’Europa
Aumentano le adesioni alla proposta lanciata da Michele Serra sulle pagine di questo giornale
www.repubblica.it
March 2, 2025 at 12:40 AM
L'amico della #premiermeloni si sta preparando per distruggere l'Europa e anche noi!
Trump a Davos: “Gli imprenditori vengano in America e avranno tasse più basse. Dazi per l’Europa”

Dazi, America First e nuove politiche industriali, capaci di ...
https://www.lastampa.it/esteri/2025/01/23/news/donald_trump_davos_dazi_europa-14957977/
January 23, 2025 at 7:15 PM
No non è un amico di Israele! È un miliardario che vuole potere spendendo i suoi miliardi. È un capitalista! Non è un politico. È un miliardario che ha finanziato la campagna per le elezioni di un politico per avere un posto in prima fila per accaparrarsi nuovi asset industriali e potere.
January 23, 2025 at 7:11 PM
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In un'intervista a Che Tempo Che Fa la giornalista Cecilia Sala ha raccontato dei duri interrogatori a cui è stata sottoposta durante la sua prigionia in Iran: «Sei sempre solo anche quando non sei solo», ha detto
Gli interrogatori a cui è stata sottoposta Cecilia Sala durante la sua prigionia - Il Post
La giornalista ha raccontato a Che Tempo Che Fa che sono stati molto duri, e che è stata interrogata da incappucciata anche per dieci ore di fila
ilpost.link
January 19, 2025 at 9:06 PM
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“C’è ancora domani” è tra i film ammessi alla corsa per gli Oscar
"C'è ancora domani" è tra i film ammessi alla corsa per gli Oscar
Compare con il titolo "There is still tomorrow" e figura tra le 207 pellicole che saranno vagliate dai membri dell'accademia hollywoodiana
www.open.online
January 6, 2025 at 9:54 PM
Un’altro criminale al governo di un paese, dopo l’Italia anche gli Stati Uniti d’America.
Breaking News: A New York judge refused to halt President-elect Trump’s criminal sentencing, currently set to take place before Inauguration Day. He would be the first felon elected to the Oval Office.
Appeals Court Judge Refuses to Halt Trump’s Sentencing in Hush-Money Case
President-elect Donald J. Trump is trying to expunge his conviction before he is inaugurated. He would be the first felon elected to the Oval Office.
www.nytimes.com
January 7, 2025 at 7:46 PM
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Paper First, la casa editrice de Il Fatto Quotidiano a “Più Libri Più Liberi” 2024: scopri il programma delle presentazioni
Paper First alla fiera dell'editoria "Più Libri Più Liberi": gli incontri con Travaglio, Di Battista, Gambino e Ferrucci
Il programma completo con gli incontri dei nostri autori e le nostre novità alla Fiera della Piccola e media editoria di Roma.
www.ilfattoquotidiano.it
November 26, 2024 at 5:26 PM
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“Omicidi, estorsioni, rapine e spaccio: la stretta alle intercettazioni è un divieto a indagare. Regalo per chi commette reati e teme gli ascolti”
“Omicidi, estorsioni, rapine e spaccio: la stretta alle intercettazioni è un divieto a indagare. Regalo per chi commette reati e teme gli ascolti”
La stretta all’uso delle intercettazioni telefoniche equivale a “una specie di divieto a indagare “. Un “ regalo ” da parte della maggioranza di governo a “chi commette reati “, che avrà una ripercussione nelle indagini per furti in appartamento , truffe agli anziani, spaccio di stupefacenti . E ancora estorsioni , rapine, omicidi e pure i reati del Codice rosso . La seconda sessione di audizioni della Commissione Giustizia della Camera conferma quanto già emerso nella prima : magistrati e addetti ai lavori fanno a pezzi le modifiche alla disciplina delle operazioni di intercettazione che il Parlamento sta per varare. Il disegno di legge presentato da Pierantonio Zanettin , esponente di Forza Italia, è già stato approvato al Senato ed è approdato alla Camera . La legge riduce il tempo a disposizione degli investigatori per usare ascolti telefonici e ambientali durante le indagini: potranno farlo al massimo per 45 giorni , con proroghe possibili solo quando dalle captazioni emergono nuovi elementi. Un limite troppo basso, che penalizza l’individuazione degli autori dei reati, come hanno ripetuto magistrati e giuristi ascoltati dalla Commissione Giustizia di Montecitorio . Lo Voi: “Quale è lo scopo di questa riforma?” – Il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi , ha sottolineato come la limitazione dell’uso delle intercettazioni a 45 giorni comporti “una eliminazione di un potere che non è del pm ma del giudice per quanto riguarda la richiesta di proroga “. Il numero uno di piazzale Clodio ha ricordato come la norma non valga per le indagini su mafia , organizzazioni terroristiche e reati più gravi: “Ma non c’è soltanto la criminalità organizzata, il terrorismo o il cybercrime, esistono anche altri reati gravissimi per i quali 45 giorni in realtà non basteranno mai e tutto questo si trasforma in una specie di divieto ad indagare “. Il magistrato ha citato alcune fattispecie per le quali si potranno usare le intercettazioni solo per 45 giorni: dall’ omicidio all’estorsione, dalle rapine allo spaccio di stupefacenti e alle truffe agli anziani . “Sarebbe come dire che nel corso delle indagini preliminari è possibile operare solo una perquisizione domiciliare e un solo sequestro”, ha aggiunto. “Quando partono le intercettazioni, almeno tra il 20 e i 30 giorni occorrono per individuare quali sono i telefoni realmente utili , cioè quelli in uso e quelli che invece non servono. Quindi in realtà l’effettiva durata delle intercettazioni si riduce a un periodo nettamente inferiore a quello dei 45 giorni”, ha spiegato ancora Lo Voi. L’ex procuratore di Palermo ha poi raccontato di come ormai “tutti coloro che commettono reati sia che si tratti di organizzazioni criminali o per i reati contro la pubblica amministrazione o riciclaggio” si affidino sempre più spesso alle chat criptate per comunicare. “Questo perché le intercettazioni sono un mezzo investigativo temuto da chi commette i reati. Tutto ciò non mi fa comprendere perché dovremmo fargli questo regalo “, ha detto il capo dei pm di Roma. “Mi chiedo dunque quale sia lo scopo di questa riforma: perché potendo indagare sino a 24 mesi in determinati casi devo privarmi di un mezzo essenziale se io ho il potere e il dovere di fare verifiche su una notizia di reato? Mi è difficile comprendere le ragioni di una riduzione così drastica del periodo delle intercettazioni tenendo presente che spesso gli audio carpiti nei primi mesi di indagine vengono realmente compresi sulla base di altre attività investigative o di altre intercettazioni fatte nei mesi successivi”. Lo Voi: “Sarà uno sfacelo” – Il magistrato siciliano ha cominciato la sua audizione con una battuta amara : “Spero di non incappare nella tagliola dell’astensione obbligatoria visto che mi esprimerò su qualche aspetto critico”, ha detto riferendosi all’ultima proposta del governo, che punta a punire le toghe se prendono posizione pubblica sui temi di attualità , impedendogli poi di occuparsi di qualsiasi caso attinente agli stessi argomenti. In chiusura del suo intervento, invece, Lo Voi ha ricordato che le più importanti indagini condotte negli ultimi otto anni dalla procura di Roma “hanno sempre utilizzato le intercettazioni telefoniche per un periodo superiore ai 45 giorni”. Un esempio? “ L’indagine in cui è stato arrestato un alto funzionario della Sogei , i cui risultati sono stati ottenuti grazie a intercettazioni durate ben più di 45 giorni e all’esito delle quali abbiamo trovato alcune centinaia di migliaia di euro “, ha spiegato. Il magistrato ha anche confutato quanto sostenuto più volte dal ministro della Giustizia Carlo Nordio sull’eccessivo costo delle intercettazioni. “Con un’indagine ben fatta noi riusciamo a recuperare i costi dell’intero anno, basta che io vi citi un dato: con una sola indagine qui a Roma – denominata Petrolmafia – grazie alle intercettazioni abbiamo recuperato 260 milioni di euro “. Il capo dei procuratori capitolini ha poi acceso i riflettori su un altro aspetto della riforma: le indagini indagini transnazionali . “Come posso chiedere un’indagine a un Paese straniero chiedendo di farla entro 45 giorni? E allo stesso modo se io ricevo una richiesta da un altro Paese e comunico che la posso fare entro 45 giorni, automaticamente mi estraneo da un sistema europeo ed extra europeo”. Ecco perché con la proposta di Zanettin , ha aggiunto Lo Voi, “ci sarà una gravissima incidenza sui rapporti internazionali. Non dico sfacelo, ma quasi”. “La stretta non incida sui reati del Codice rosso” – Audito sulla stretta agli ascolti davanti alla Commissione Giustizia di Montecitorio anche Raffaele Cantone . “Io credo che il termine di 45 giorni sia oggettivamente non corretto dal punto di vista metodologico in relazione a qualsiasi tipo di reato”. Il procuratore di Perugia ha fatto l’esempio dello spaccio di droga: “Pensare che il termine di 45 giorni possa essere sufficiente a chiudere una indagine per il delitto di cui all’articolo 73 è assolutamente inidoneo”. Cantone ha spiegato che “va dato atto al legislatore di aver previsto una sorta di clausola di apertura, cioè la possibilità comunque si superare il termine dei 45 giorni, sia pure in presenza di una specifica valutazione che riguarda sia l’emergere di elementi specifici e concreti ma soprattutto richiedendo una motivazione rafforzata”. Secondo l’ex presidente dell’ Autorità Anticorruzione “questa è una possibilità oggettivamente significativa e importante, anche se renderà sicuramente più problematica la necessità di motivarlo, ma consentirà con riferimento soprattutto a reati che richiedono una attività continuativa di svolgimento delle intercettazioni, di utilizzare anche oltre i termini dei 45 giorni “. Cantone, in ogni caso, si è augurato che il limite di durata delle intercettazioni “ non incidano su reati che possono essere di particolare delicatezza e gravità come quelli del Codice rosso “. Il magistrato ha spiegato che “in riferimento a questi la necessità a volte di protrarre le indagini può essere in qualche modo collegata all’esigenza di dover monitorare i soggetti che commettono questa tipologia di reati “. Come si fa ad assicurarsi che gli indagati per violenze domestiche non reiterino il reato senza intercettazioni? Cantone ha anche aggiunto un’annotazione: secondo la sua interpretazione il limite dei 45 giorni non si applica ai reati contro la Pubblica amministrazione. “Non dovrebbe avere alcun effetto deleterio”, ha sostenuto l’ex presidente dell’ Anac . Dolci: “Intercettazioni a tappe non danno quadro d’insieme”- Audita dai commissari della Camera, anche Alessandra Dolci ha stroncato la riforma: “Un’indagine che si fonda su un’intercettazione a tappe non dà esattamente il quadro di insieme”, ha detto al procuratrice aggiunta di Milano. Dolci ha puntato parte del suo intervento sul tema del “ disallineamento tra la durata delle intercettazioni con quello della durata delle indagini preliminari”. La magistrata ha riconosciuto che “anche dopo la cessazione dell’attività di intercettazione dopo il 45simo giorno, il pubblico ministero, qualora acquisisse nuovi elementi, potrebbe chiedere una nuova intercettazione”. Ma in casi simili per Dolci c’è un rischio per l’indagine. “Osservo – ha puntualizzato – che un’indagine che si fonda su intercettazioni a tappe , è un’indagine sicuramente con un deficit probatorio significativo , sia per il pubblico ministero sia per la difesa, perché è possibile che nello stacco temporale in cui non erano attive le intercettazioni siano emersi elementi a favore dell’accusa come delle difesa”. Secondo Vincenza Maccora , presidente aggiunto della sezione Gip del Tribunale di Milano, “la limitazione che si vuole introdurre alle intercettazioni cosiddette ordinarie per 45 giorni rischia di creare un arretramento sul contrasto all’illegalità e all’accertamento dei reati anche per quelli di forte allarme sociale “. La giudice ha ricordato ancora una volta come la stretta riguardi anche fattispecie che “non sono reati di un allarme minimo, come omicidi non connessi a contesti di criminalità organizzata o violenze sessuali “. Si tratta di reati che richiedono “un accertamento in cui la misura della intercettazione si dimostra nei fatti molto importante”. Con una scadenza fissata a un mese e mezzo, invece, le indagini rischiano di perdere uno dei principali mezzi di ricerca della prova. L'articolo “Omicidi, estorsioni, rapine e spaccio: la stretta alle intercettazioni è un divieto a indagare. Regalo per chi commette reati e teme gli ascolti” proviene da Il Fatto Quotidiano .
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November 26, 2024 at 4:56 PM
Il governo dei bugiardi!!!!!
Altro che flat tax!!!!
Il paradosso del nuovo taglio del cuneo: il governo che voleva la flat tax per tutti gonfia al 56% l’aliquota marginale tra 32 e 40mila euro
Il paradosso del nuovo taglio del cuneo: il governo che voleva la flat tax per tutti gonfia al 56% l'aliquota marginale tra 32 e 40mila euro - Il Fatto Quotidiano
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November 25, 2024 at 4:11 PM
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“I ragazzi hanno bisogno di parlare di violenza in spazi dove si sentono sicuri”: la campagna che dà voce agli adolescenti
“I ragazzi hanno bisogno di parlare di violenza in spazi dove si sentono sicuri”: la campagna che dà voce agli adolescenti
“Non ti calcola? Calcola di mollarlo”. “Bro il fiato sul collo giusto se è del ventilatore”. “Non restare in silenzio, non stai impazzendo”. Sono alcune delle frasi della campagna “ Oltre la punta dell’iceberg ”, promossa dalle associazioni Scosse e Fotografi senza Frontiere , che ha coinvolto il Liceo Seneca, l’I.P.S.S.E.O.A. Vespucci e i Centri di aggregazione giovanile (CAG) Matemù, Batti il Tuo Tempo Evolution, Scholè e B-Side. Un progetto nato per sensibilizzare i giovani sulla violenza di genere, sia visibile che invisibile , attraverso un percorso partecipativo che ha visto protagonisti ragazzi e ragazze dai 14 ai 18 anni. Elena Fierli , responsabile del progetto, spiega al ilfattoquotidiano.it : “La campagna nasce dall’idea di raccontare quel tipo di violenza invisibile e sommersa che sta sotto la punta dell’iceberg . La violenza di genere è un fenomeno strutturale , con profonde radici culturali e che condiziona il modo con cui sviluppiamo le relazioni sociali. E’ su questo che abbiamo scelto di lavorare, dando la parola alle persone protagoniste delle nuove generazioni “. Il progetto è stato sviluppato tra i banchi di scuola e quelli dei centri di aggregazione, utilizzando il linguaggio diretto e autentico dei giovani, senza interventi di “restyling”. Durante i laboratori, i partecipanti hanno discusso di violenza di genere, stereotipi e dinamiche di potere , lavorando insieme per dare voce alle esperienze spesso silenziate . Le foto realizzate da Fotografi senza Frontiere hanno arricchito il racconto, rendendo ancora più potente il messaggio. “ L’obiettivo era far emergere tutte le tipologie di violenza, comuni e quotidiane, che spesso risultano difficili da nominare e riconoscere”, aggiunge. Secondo Fierli, lavorare con i giovani offre una prospettiva unica: “Nelle scuole i ragazzi e le ragazze sentono un forte bisogno di parlare di violenza, dei loro corpi e dello spazio che abitano . Tuttavia, questo si scontra con timori profondi : non sempre la scuola è percepita come un luogo sicuro ”. Nei centri di aggregazione, invece, il contesto cambia. “L’età è più eterogenea, il percorso scolastico differente, ma c’è un’enorme necessità di far sentire la propria voce . I centri diventano spazi in cui risuonare con gli altri e dare risonanza ai propri pensieri ”, Secondo la responsabile del progetto, gli adolescenti di oggi dimostrano una maggiore consapevolezza di sé e una crescente capacità di rivendicare la propria identità, senza il bisogno di conformarsi a schemi predefiniti. Molti esprimono apertamente il proprio orientamento sessuale o il proprio genere, senza sentirsi obbligati a rientrare nelle norme tradizionali. Fierli aggiunge: “Sono più attenti a capire chi sono e a riconoscersi. Ci sono sempre più giovani e collettivi che lottano per i loro diritti e contro le violenze , cercando di fermare ciò che li rende invisibili”. Nonostante ciò, i dati evidenziano un paradosso : molti giovani non si sentono ancora sicuri nel raccontarsi o nel prendere parola . Progetti come questo diventano quindi fondamentali, offrendo spazi protetti dove ciascuno può esprimersi liberamente e raccontarsi per ciò che è. “C’è sempre un’ambivalenza tra il desiderio di esprimersi e il timore di farlo “, racconta ancora Fierli. Tuttavia, durante questo percorso, l’ambivalenza è stata superata con entusiasmo: un gruppo ha persino trasformato alcune frasi emerse nei laboratori in una canzone e una coreografia”. Le nuove generazioni sono molto sensibili ai temi della violenza e ne comprendono la complessità, essendone a volte testimoni o vittime dirette . Tuttavia, emerge una difficoltà nel trasformare questa consapevolezza in azioni concrete. “Le giovani conoscono bene la violenza, la vivono quotidianamente , ma faticano a elaborare strategie per affrontarla. Manca un supporto che li aiuti a modificare i comportamenti o a reagire a partire dalle loro parole”, evidenzia Fierli. Questa difficoltà è aggravata da una narrazione mediatica che, spettacolarizzando la violenza , finisce spesso per rafforzare gli stereotipi . “Nonostante tutto, i giovani continuano a essere consapevoli e attenti , cercando il modo di superare gli ostacoli imposti da una società che non sempre offre gli strumenti necessari per reagire alle violenze sia visibili che invisibili”. Resta infine, un senso di scollamento con le istituzioni. “Pochi giorni fa, durante l’inaugurazione della fondazione in onore di Giulia Cecchettin, il ministro Valditara ha affermato che il patriarcato non esiste “, ha ricordato Fierli. “Questo riflette appieno l’atteggiamento di molte istituzioni: quello di girarsi dall’altra parte . Lo dimostrano la cronica mancanza di fondi , come i finanziamenti inadeguati ai centri antiviolenza, e l’assenza di una normativa efficace ”. Tuttavia sottolinea che non tutte le istituzioni sono assenti: “ Se da un lato la politica spesso manca, dall’altro la scuola no . La scuola è composta da persone che lottano per ribaltare una società intrisa di violenza . È un’istituzione che vuole scardinare stereotipi, pregiudizi e azioni violente, e questo progetto ne è una prova”. Anche se, “capita spesso di incontrare grandi resistenze da parte di alcuni insegnanti, e questo rappresenta un ostacolo importante”. La lotta contro la violenza di genere passa inevitabilmente attraverso l’educazione e la sensibilizzazione delle nuove generazioni. Progetti come “Oltre la punta dell’iceberg” dimostrano quanto sia fondamentale creare spazi di confronto in cui i giovani possano sentirsi liberi di esprimersi. “A noi piacerebbe”, ha concluso Fierli, “che il 25 novembre non fosse più necessario. Crediamo fermamente che solo attraverso l’educazione si possa costruire una società non patriarcale , in cui ogni persona possa trovare il proprio posto. Se non si forniscono ai giovani gli strumenti giusti, non saremo mai in grado di abbattere ciò che oggi li opprime ”. L’obiettivo, dunque, non è solo commemorare o sensibilizzare in una giornata simbolica, ma creare un cambiamento duraturo che renda ogni giorno dell’anno una tappa verso una società più equa e libera dalla violenza . L'articolo “I ragazzi hanno bisogno di parlare di violenza in spazi dove si sentono sicuri”: la campagna che dà voce agli adolescenti proviene da Il Fatto Quotidiano .
www.ilfattoquotidiano.it
November 24, 2024 at 8:56 AM
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«Siamo una marea per dire che il patriarcato esiste e vogliamo disarmarlo». Le donne tornano a fare rumore
«Siamo una marea per dire che il patriarcato esiste e vogliamo disarmarlo». Le donne tornano a fare rumore
www.editorialedomani.it
November 23, 2024 at 9:31 PM
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Napoli, sale su un’auto pensando fosse il taxi ma viene molestata: ragazza si lancia dal mezzo in corsa per fuggire. Arrestato 38enne
Napoli, sale su un'auto pensando fosse il taxi ma viene molestata: ragazza si lancia dal mezzo in corsa per fuggire
www.ilfattoquotidiano.it
November 23, 2024 at 7:01 PM
Il ministro dei trasporti che non si occupa dei trasporti e non è in grado di farlo, si occupa della sanità pubblica in Italia. Assurdo!!!!
November 23, 2024 at 5:27 PM
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Violenza sulle donne, in migliaia al corteo di Non una di Meno: “Valditara? Il patriarcato esiste, razzismo istituzionale non è la risposta”
Violenza sulle donne, in migliaia al corteo di Non una di Meno: "Valditara? Il patriarcato esiste, razzismo istituzionale non è la risposta" - Il Fatto Quotidiano
www.ilfattoquotidiano.it
November 23, 2024 at 4:31 PM
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«Il governo non è garantista. Sia parte civile nei processi ai poliziotti che torturano»
«Il governo non è garantista. Sia parte civile nei processi ai poliziotti che torturano»
Per la coordinatrice dell’associazione, le telecamere devono essere messe ovunque. «Da Delmastro messaggio pessimo. Il dl Caivano? Ha distrutto la giustizia minorile»
www.editorialedomani.it
November 23, 2024 at 6:21 AM
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“Disarmiamo il patriarcato”. A Roma il corteo di Non una di meno contro la violenza sulle donne
“Disarmiamo il patriarcato”. A Roma il corteo di Non una di meno contro la violenza sulle donne
www.editorialedomani.it
November 23, 2024 at 2:51 PM
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Trump sta regalando alla Cina un’opportunità d’oro sul clima
Trump sta regalando alla Cina un’opportunità d’oro sul clima - Valigia Blu
Il disimpegno di Trump nel contrasto della crisi climatica potrebbe dare alla Cina l'opportunità di diventare leader nello sviluppo delle tecnologie verdi.
www.valigiablu.it
November 23, 2024 at 3:55 AM