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📣 New Podcast! "13 Orientamento_30_ore_burocrazia_o_didattica" on @Spreaker
13 Orientamento_30_ore_burocrazia_o_didattica
Cercando di capire i punti chiave proposti dalle fonti e per sviluppare il tema della "bussola": 1. Il vecchio vs. il nuovo scenario • Prima: L'orientamento era visto come un evento episodico, spesso limitato a incontri con esperti esterni. Il focus era trovare la "scelta giusta", intesa come una collocazione lavorativa o universitaria adeguata. • Oggi: Le Linee Guida 2022 introducono l'orientamento come processo continuo e strutturale. Non ci si chiede più solo "cosa farò?", ma "chi sono?", "cosa voglio diventare?" e "quali competenze mi servono?". 2. La metafora della Bussola (Il paradigma formativo) • L'obiettivo non è dare una mappa preconfezionata, ma sviluppare competenze orientative durevoli (la bussola). • Queste competenze includono: riconoscere i propri talenti e limiti, saper progettare, saper decidere e, soprattutto, saper affrontare l'incertezza e il cambiamento. • Si punta all'empowerment dello studente: renderlo autore del proprio progetto di vita. 3. La struttura pratica: Le 30 ore • Non sono un'attività accessoria, ma tempo scolastico curricolare a tutti gli effetti. • Come si usano? Nella scuola secondaria di secondo grado c'è una progressione:     ◦ 1° e 2° anno: Focus su identità e competenze trasversali.     ◦ 3° anno: Esplorazione e narrazione delle esperienze.     ◦ 4° anno: Simulazione e progettazione.     ◦ 5° anno: Scelta e gestione della transizione. 4. Il Curricolo Verticale • La "bussola" non si costruisce in un giorno. È necessario un percorso che parte dall'infanzia (scoperta delle emozioni e autonomia), passa per la primaria (scoperta del sé e degli altri), fino alla secondaria (costruzione dell'identità e progetto). • Questo richiede che tutto il corpo docente sia coinvolto, non solo un referente, integrando l'orientamento nelle singole discipline (didattica orientativa). 5. Conclusione • Educare all'orientamento significa educare alla libertà e alla responsabilità. Significa guardare agli studenti non solo per chi sono oggi, ma per chi possono diventare. -------------------------------------------------------------------------------- L'analogia per chiudere insieme l'episodio. Per consolidare il concetto del nostro podcast, possiamo usare questa analogia derivata dai concetti esposti:  "Immaginate il vecchio orientamento come un GPS impostato su una destinazione fissa: vi diceva solo 'gira a destra' o 'gira a sinistra' per arrivare a un lavoro specifico. Se la strada cambiava, eravate persi. Il nuovo orientamento, invece, è come insegnare a usare una bussola e le stelle. Non vi dà una singola destinazione, ma vi dà gli strumenti per capire dove siete e dove volete andare, permettendovi di tracciare una nuova rotta ogni volta che il mare della vita diventa agitato o cambia direzione."
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January 7, 2026 at 6:40 AM
11 Orientamento scolastico, la bussola per la vita
Il materiale presentato illustra la nuova visione dell’orientamento scolastico definita dalle Linee Guida del 2022, che lo trasforma da evento sporadico a processo educativo continuo. Invece di limitarsi a fornire informazioni sulle professioni, la scuola deve ora promuovere l'empowerment dello studente, aiutandolo a sviluppare consapevolezza di sé, autonomia e capacità di gestire l'incertezza. Le fonti specificano l'introduzione di almeno 30 ore annuali obbligatorie, integrate nel curricolo verticale fin dall'infanzia per costruire un progetto di vita coerente. Questo approccio richiede una responsabilità condivisa tra tutti i docenti, i quali devono utilizzare le proprie discipline come strumenti per orientare i ragazzi. L'obiettivo finale è rendere gli studenti protagonisti attivi delle proprie scelte, capaci di affrontare con creatività e responsabilità le transizioni verso il futuro. L'orientamento diventa così un diritto fondamentale che mette la persona al centro del sistema formativo.
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January 5, 2026 at 7:04 PM
📣 New Podcast! "La mai riflessione sull'Intelligenza Artificiali con le idee di Salvatore Sanfilippo (REDIS)" on @Spreaker #ai #antirez #antonioconte #artificiale #attualita #catania #cultura #democratizzazione #diseguaglianze #dsa #ia #intelligenza #istruzione #puglia #redis #riflessioni
La mai riflessione sull'Intelligenza Artificiali con le idee di Salvatore Sanfilippo (REDIS)
Lettere da Giulia, In questo nuovo episodio di Lettere da Giulia riflettiamo sull’uso dell’intelligenza artificiale nella vita reale, partendo da un intervento lucido e controcorrente di Salvatore Sanfilippo, programmatore open source di Catania e creatore di Redis. In un mondo in cui l’accesso a medici, psicologi, insegnanti e professionisti è sempre più difficile, costoso o tardivo, l’IA viene spesso utilizzata dal grande pubblico anche in ambiti sensibili. È una follia… o una risposta concreta a una carenza strutturale della nostra società? Attraverso esempi reali — dalla salute alla formazione, dal supporto psicologico all’orientamento legale — questo episodio esplora una tesi semplice ma potente: in molti casi l’alternativa non è “il professionista o l’IA”, ma “nulla o l’IA”. Un episodio che invita a superare giudizi superficiali, a riconoscere i limiti degli strumenti, ma anche il loro valore umano quando diventano ponte, orientamento, sostegno. 🎙️ Giulia, Assistente virtuale 🎧 Regia e produzione: Antonio Conte 📌 Video originale citato: YouTube – canale ANTIREZ
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January 5, 2026 at 11:46 AM
📣 New Podcast! "1 GreenGo, Hydrate your life. Sustain your planet. The Business Plan" on @Spreaker #business #course #english #lesson #oral #plan
1 GreenGo, Hydrate your life. Sustain your planet. The Business Plan
🎙️ My BUSINESS PLAN Hello. Today I’m going to present my business plan. The name of the business is GreenGo. My name is Antonio, and this project is for the English Lab. GreenGo is a product realy innovative Hydrate your life. Sustain your planet. --- We are a world running on empty. Seventy-five percent of people are chronically dehydrated. This silent problem affects our energy, focus, and long-term health. We have learned to ignore our body’s most basic need. --- Our convenience has created a crisis. One million plastic bottles are bought every minute. Most of them end up in oceans and landfills, creating waste for future generations. --- We believe a healthier planet starts with healthier people. Our goal is to promote healthy habits and sustainability. --- Introducing GreenGo. The smart, eco-friendly bottle designed to help you drink more water and reduce plastic waste. --- GreenGo is seamlessly smart and effortlessly healthy. The app tracks your daily hydration and shows your progress. It sends gentle reminders so you never forget to drink water. --- GreenGo is designed with purpose and built for the planet. It is made with durable, eco-friendly materials. It is a premium reusable bottle that replaces thousands of single-use plastics. --- We are empowering a generation of conscious consumers. Our community includes students, young adults, and active professionals. People who care about wellness, efficiency, and sustainability. --- While others offer only part of the solution, GreenGo combines technology, sustainability, and affordability. It is smart, eco-friendly, and accessible. --- We build awareness through social media and influencers on Instagram and TikTok. We sell directly online and through eco-friendly retail partners. --- The price per bottle is thirty-five euros. Projected monthly revenue is between six thousand and eight thousand euros. --- We are seeking twenty thousand euros in start-up capital. This will support production, app development, and marketing. --- GreenGo is more than a bottle. It is a daily commitment to a better you and a better world.
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December 17, 2025 at 9:00 PM
50 CG_1.2.1 I prodotti grafici e multimediali
Allora, proviamo a mettere ordine nel mondo della grafica. Possiamo dividere tutto in due grandi famiglie: i prodotti stampati, fatti fisicamente di carta e inchiostro, e quelli digitali, che vivono solo attraverso uno schermo. Per la carta, l'entipologia ci aiuta a distinguere tre gruppi in base alla funzione: i libri veri e propri e i "paralibrari" (come giornali e riviste) formano insieme il mondo dell'editoria. Poi c'è tutto il resto, gli "extralibrari", legati alla stampa industriale: qui troviamo la pubbligrafia — tra pubblicità, loghi e manifesti — e la cartotecnica per scatole e packaging. Infine il digitale, dove l'esempio classico è l'e-book: un libro che perde la carta per guadagnare interattività e collegamenti. #ProdottiGrafici #Entipologia #StampatiLibrari #Editoria #Pubbligrafia #Cartotecnica #StampaIndustriale #ComunicazioneAziendale #Multimediale #Ebook #molfetta #grafica #scuola #formazione #graphicdesign #antonioconte #b022 #laboratoritecnici #progettazionegrafica
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December 17, 2025 at 11:11 AM
49 CG_1.1.1 Grafica e visual design interattivo
Il testo funge da introduzione alla disciplina della progettazione grafica e multimediale, evidenziando come gli stimoli visivi siano onnipresenti nella vita quotidiana, dalle insegne ai sistemi software.  A causa della complessità e dei continui cambiamenti tecnologici, il tradizionale termine "grafica" si evolve in visual design, abbracciando un mondo visivo che ora è interattivo, tattile e digitale. La progettazione efficace richiede un sapiente equilibrio tra creatività e regole compositive, essenziali per far sì che la forma estetica e il significato veicolato si supportino reciprocamente. Il documento conclude distinguendo i classici mass media (comunicazione unidirezionale) dai new media digitali, dove la sfida principale della progettazione multimediale è integrare attivamente l'interazione con l'utente.
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December 7, 2025 at 8:50 PM
48 Rosso Il Colore della Forza
In questo episodio del podcast esploriamo il Rosso, il colore più potente ed emotivo dello spettro cromatico. Dalla sua lunghezza d'onda più lunga che lo rende immediatamente percepibile dall'occhio umano, alla sua capacità di accelerare il battito cardiaco e catturare l'attenzione, il rosso è il protagonista indiscusso della comunicazione visiva. Analizziamo il suo doppio volto: passione e pericolo, amore e guerra, energia e stop. Scopriamo come brand iconici - da Coca-Cola a Netflix, da Ferrari a YouTube - sfruttano la sua forza per creare identità memorabili. Esploriamo le sue infinite sfumature: dal carminio al vermiglio, dal bordeaux al corallo, ognuna con personalità e applicazioni specifiche. Approfondiamo la psicologia: perché il rosso aumenta l'appetito, stimola l'urgenza e domina il packaging alimentare? Come usarlo nel design senza sopraffare? Teoria del colore, abbinamenti efficaci, contrasti, accessibilità e casi studio reali completano questo viaggio nel colore che non passa mai inosservato. #TeoriaDelColore #ColorTheory #GraphicDesign #DesignEducation #PsicologiaDelColore #Rosso #RedColor #BrandIdentity #VisualCommunication #DesignItalia #GraphicDesignStudent #ColorPsychology #DesignPodcast #TypographyAndColor #BrandDesign #LearnDesign #ColorPalette #DesignTips #ItalianDesign #CreativeEducation La canzone bonus, "DATEMI IL DESIGN" è un inno punk-creativo che trasforma la passione per il graphic design in pura energia musicale. Nata dall'esasperazione di chi è circondato da scelte grafiche discutibili - Comic Sans ovunque, kerning disastroso, margini casuali - la canzone esprime con ironia e urgenza il bisogno vitale di equilibrio visivo, gerarchia e armonia compositiva. Tra riferimenti a Helvetica, griglie impazzite e contrasti mancanti, il brano cattura perfettamente quella sensazione di "dipendenza creativa" che ogni designer conosce bene. Con un ritmo incalzante e un bridge urlato che invoca Adobe, Figma e persino carta e matita, questa canzone diventa l'inno perfetto per chi vive il design come ossessione quotidiana. Ideale per energizzare l'aula, spezzare la routine o semplicemente celebrare l'amore disperato per la tipografia, le griglie e tutto ciò che rende il mondo visivamente migliore.   #GraphicDesign #GraphicDesignItalia #DesignLovers #Typography #Helvetica #DesignEducation #CreativeLife #DesignObsession #VisualDesign #DesignStudent #Tipografia #LayoutDesign #DesignMeme #DesignCommunity #AdobeCreative #Figma #DesignThinking #DesignPassion #ItalianDesign #DesignHumor
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December 5, 2025 at 5:43 PM
47 Bauhaus, la scuola che inventò il presente
Il testo fornisce un'analisi storica e critica della scuola Bauhaus, fondata nel 1919 da Walter Gropius, descrivendola come la forza che ha ridefinito il design e l'architettura moderni in soli quattordici anni di attività. La missione centrale della scuola era quella di unire arte, artigianato e tecnologia per superare le divisioni elitarie del vecchio sistema, creando oggetti funzionali e producibili in serie, basandosi sul principio che la funzionalità è bellezza. L'articolo ripercorre le diverse fasi direttive e gli approcci, dal misticismo di Johannes Itten al rigoroso minimalismo di Mies van der Rohe, evidenziando l'introduzione di concetti rivoluzionari come la tipografia geometrica e l'uso dell'acciaio tubolare. Nonostante la chiusura forzata nel 1933 a causa del regime nazista, i maestri diedero origine a una diaspora globale, diffondendo i principi del modernismo in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti. Questa eredità si manifesta oggi in tutto, dall'International Style in architettura ai prodotti minimalisti di largo consumo e all'approccio interdisciplinare nell'educazione al design. Il Bauhaus, dunque, viene celebrato non come un movimento storico, ma come il fondamento logico e visivo del presente.
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December 4, 2025 at 10:35 PM
56 Minimalismo Giapponese, lezioni di sintesi visiva
Quando si parla di minimalismo, molti pensano subito a qualcosa di vuoto, di povero, di “troppo semplice”. In realtà, il minimalismo giapponese ci insegna l’opposto: non è l’assenza di elementi a definire una buona composizione, ma la capacità di scegliere quelli giusti. Togliere non è mai un gesto casuale: è un atto di responsabilità. E questa, nel nostro campo, è già etica della grafica. Il vuoto che lavora al posto nostro In Giappone esiste una parola che racchiude un intero modo di progettare: Ma. Significa “spazio”, ma non nel senso di un buco da riempire. Lo spazio tra gli elementi è considerato attivo, come se avesse un ruolo preciso nella composizione. Quando guardiamo un poster giapponese o un packaging di Muji, notiamo subito questo respiro: non c’è corsa, non c’è rumore, non c’è ansia di catturare l’attenzione a tutti i costi. Il design si apre. Ti fa rallentare. Ti invita a guardare davvero. Ed è interessante: più lasci spazio, più il messaggio diventa autorevole. Come se il vuoto dicesse: “Non ho bisogno di andare in sovraccarico per convincerti. Fidati, guarda qui.” L’asimmetria come forma di equilibrio Siamo abituati a centrare tutto: logo al centro, titolo al centro, foto centrata. Nel minimalismo giapponese accade il contrario. L’asimmetria è una forma di armonia, non di disordine. Un elemento spostato a sinistra o in alto non è sbilanciato: sta chiedendo all’occhio di fare un piccolo viaggio, e quel viaggio è già parte della comunicazione. L’asimmetria: - impedisce la monotonia - crea tensione visiva - rende ogni scelta intenzionale È una lezione potente: un progetto non deve per forza essere “simmetrico” per essere stabile. Deve essere coerente. E l’equilibrio può nascere anche da un punto fuori asse. Pochi colori, tanta chiarezza Un’altra cosa che colpisce nel design giapponese è la palette ridotta. Spesso due colori, massimo tre. E ogni colore ha un motivo per esistere. Questo porta a una forma di disciplina che a volte dimentichiamo quando ne abbiamo a disposizione venti. Il colore diventa gerarchia, direzione, tono emotivo. Invece di farci distrarre dalla varietà, il minimalismo ci ricorda che un colore scelto bene vale più di molti messi lì “per bellezza”. Ridurre la palette significa costringersi a pensare meglio. A decidere meglio. A comunicare meglio. Un design che parla piano, ma arriva lontano La grafica giapponese ci insegna una cosa semplice e difficile allo stesso tempo: non serve urlare per essere ascoltati. Molti progetti contemporanei confondono la quantità con la forza. Ma la forza non sta nell’eccesso.Sta nella precisione. Immaginate un’identità visiva che sussurra invece di gridare: pulita, essenziale, senza decorazioni inutili. Non ti afferra per i capelli: ti invita. E proprio perché invita, la ascolti. Questo tipo di design non riempie tutto lo spazio. Lascia spazio. Ti concede un momento di contemplazione, un secondo in cui il cervello smette di difendersi e inizia a percepire. Una rifondazione creativa Studiare il minimalismo giapponese non significa “fare le cose vuote”. Significa ripensare il nostro modo di progettare: - Perché usiamo questo elemento? - Perché usiamo questo colore? - Cosa succede se tolgo? - Cosa succede se lascio respirare? È un invito a cercare l’essenza, non l’effetto. A trovare un’etica nella forma. A capire che ogni segno deve meritarsi il suo posto. Un design che non urla per attirare attenzione ma sussurra con autorità è un design più maturo, più consapevole, più rispettoso. Ed è esattamente quello che il futuro del visual branding richiede.
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November 30, 2025 at 6:06 PM
45 Massimo Vignelli, the “Design is One”
Le fonti presentano una panoramica sulla vita e l'eredità di Massimo Vignelli, figura cruciale del design italiano e internazionale del Novecento, celebrato per aver globalizzato il razionalismo europeo. La sua filosofia, riassunta nel concetto-chiave "Design is One", applicava un rigoroso metodo sistemico a tutte le discipline, dalla grafica editoriale al product design, fondendosi perfettamente con l'industria americana. Emigrato negli Stati Uniti, fu cofondatore di Unimark International e responsabile della creazione di sistemi visivi iconici, tra cui la celebre identità di American Airlines e la rivoluzionaria mappa topologica della metropolitana di New York. Vignelli è descritto non solo come innovatore estetico e sistemico, ma anche come un grande educatore, promotore di un design etico la cui responsabilità verso la società è portare chiarezza e ordine dal caos. Il suo lavoro ha saputo fondere il rigore metodologico italiano con il pragmatismo statunitense, lasciando un’eredità fondamentale che continua a orientare il pensiero progettuale contemporaneo. #graphicdesign #studenticreativi #progettazionegrafica #scuola #molfetta #monsabello-salvini 
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November 30, 2025 at 1:24 PM
44-6.9 - Il selettore del colore in Photoshop e le color_palette di Adobe
Il selettore colore di Photoshop e Illustrator presenta una mappa quadrata e una barra verticale. Nella mappa, l'asse orizzontale controlla la saturazione (da grigio a colore puro), quello verticale la luminosità (da bianco a nero). La barra dei toni permette di scegliere la tonalità base scorrendo l'intero spettro cromatico. I modelli di colore rappresentano lo stesso colore in modi diversi. HSB usa tonalità in gradi, saturazione e luminosità in percentuale. RGB mischia luci rossa, verde e blu con valori da zero a duecentocinquantacinque, usato per gli schermi. CMYK usa inchiostri cyan, magenta, giallo e nero in percentuale, per la stampa. Lab usa luminosità e assi verde-rosso, blu-giallo. Il codice esadecimale è RGB scritto con numeri e lettere da zero a F. Adobe Color crea palette armoniose: analoghi usa colori vicini sulla ruota, monocromatici varia un solo colore, triade forma triangoli equidistanti, complementari usa opposti, complementari divisi riduce la tensione, quadrupla combina due coppie. Le palette si sincronizzano via Creative Cloud.
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November 28, 2025 at 7:41 PM
📣 New Podcast! "1 After Effects, introduzione" on @Spreaker #adobe #after #animazione #corso #effects #grafica #gratis #tutorial
1 After Effects, introduzione
AFTER EFFECTS, LA LEZIONE INTRODUTTIVA In questa lezione introduciamo After Effects agli studenti di grafica, spiegando cos'è e perché è fondamentale oggi. After Effects è il programma dove la grafica prende vita: tutto ciò che in Photoshop o Illustrator è statico, qui si muove e si anima. Chiariamo subito la differenza con Premiere Pro: Premiere monta video già esistenti, After Effects crea animazioni ed effetti speciali dal nulla. È la differenza tra montare filmati delle vacanze e creare gli effetti di Star Wars. Il cuore della lezione è il concetto di keyframe: il principio base per animare qualsiasi cosa. S'imposta un punto di partenza e uno di arrivo, il programma calcola tutto il movimento intermedio. Con questo sistema si animano posizione, scala, rotazione e opacità - i quattro pilastri fondamentali. Presentiamo l'interfaccia essenziale: Project, Composition, Timeline e Preview. Tutto il resto può aspettare. E introduciamo l'Easy Ease, il trucco che trasforma animazioni robotiche in movimenti fluidi e professionali. L'obiettivo pratico: in due ore ogni studente creerà un'animazione di un logo, pronta per essere condivisa sui social. Un risultato tangibile e motivante per iniziare questo percorso creativo. SCALETTA LEZIONE AFTER EFFECTS - After Effects è Photoshop che ha imparato a ballare - dove la grafica prende vita - Premiere monta, After Effects crea - differenza fondamentale tra editing e animazione - Tutto si basa sui keyframe - inizio e fine, il programma fa il resto - Quattro proprietà magiche: Position, Scale, Rotation, Opacity - il 70% delle animazioni usa solo queste - Quattro pannelli essenziali: Project, Composition, Timeline, Preview - il resto può aspettare - Easy Ease: da movimento robotico a movimento fluido - un tasto che fa la differenza - Il programma è lento perché lavora tanto - non è rotto, sta calcolando milioni di operazioni - Oggi animiamo un logo in 2 ore - risultato concreto da condividere sui social - Sbagliare è obbligatorio - Ctrl+Z è il vostro migliore amico - Non serve essere perfetti oggi - capire la logica, divertirsi, la pratica farà il resto
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November 25, 2025 at 6:11 PM
📣 New Podcast! "01 Impianti e Apparecchiature" on @Spreaker #carta #fasidiproduzione #offset #stampa #tipografia
01 Impianti e Apparecchiature
Il testo spiega come funziona il ciclo produttivo nella stampa grafica moderna. L'argomento è complesso perché oggi esistono diverse modalità di stampa (offset, digitale, grande formato) e il grafico deve saperle gestire tutte. Il ciclo produttivo inizia già dalla fase di ideazione del progetto. Due domande fondamentali condizionano tutto il lavoro successivo: qual è il formato di stampa e quante copie servono? Se il formato è piccolo (A4, A3), si può scegliere tra stampa offset o digitale. Per formati grandi (50x70 cm o più) serve la litografia. Per quanto riguarda le copie, poche quantità convengono con la stampa digitale perché non ci sono costi di impianto, mentre per migliaia di copie l'offset tradizionale è ancora più conveniente. Il documento sottolinea che oggi il lavoro del grafico non è solo "fare un bel manifesto", ma soprattutto preparare file corretti che garantiscano che il risultato finale corrisponda a quello visto in bozza o a monitor. Questo richiede competenze tecniche specifiche. Il processo si divide in tre fasi: la prestampa (acquisizione elementi grafici e impaginazione), la stampa vera e propria (con la tecnologia più adatta al lavoro), e la poststampa (taglio, rilegatura, fustellatura e altre lavorazioni finali per ottenere il prodotto finito).
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November 25, 2025 at 5:51 PM
📣 New Podcast! "10 Grice & Bauman (Eng) | 2.3. Information structure; 2.3.1. Givenness" on @Spreaker #bari #bauman #grice #intonation_language #linguistica #savino #uniba
10 Grice & Bauman (Eng) | 2.3. Information structure; 2.3.1. Givenness
2.3. Information structure An important linguistic function of intonation is the marking of information structure, in particular (a) the expression of givenness of entities within a chunk of discourse and (b) the division of utterances into focus and background elements. In both (a) and (b) we are dealing with a continuum rather than a dichotomy: entities are not simply given or new, but may have an intermediate status between the two extremes, just as an utterance might contain elements which are focussed to a greater or lesser degree. We deal with (a) and (b) in sections 2.3.1. and 2.3.2. respectively. 2.3.1. Givenness Degrees of givenness can be expressed through the choice of words. A clearly new discourse element can be expressed with a noun and indefinite article, as in the underlined noun phrase in (8). A clearly given one can be expressed as a pronoun, as in (9). (8) Thomas isst einen Apfel.             ‘Thomas eats an apple.’ (9) A: Was ist mit dem Apfel passiert?         ‘What happened to the apple?’        B: Thomas hat ihn gegessen.         ‘Thomas ate it.’ An intermediate degree of givenness can be expressed by the use of a definite article, as in (10), where the word Apfel is considered to be more given than in (8), since it refers to a specific instance of an apple which has already been introduced into the discourse in some way. (10) Thomas isst den Apfel.             ‘Thomas eats the apple.’ Of course, degrees of givenness can also be expressed through intonation. For example, the word Apfel in (11) receives a pitch accent and is thus more prominent than the same word in the second turn (B) in (12). In B’s turn Apfel is deaccented, which means that it does not receive an accent although it would be accented under default conditions, i.e. in an ‘all-new’ context such as in (11). (11) Thomas hat Hunger. Also isst er einen APfel. ‘Thomas is hungry so he eats an apple.’ (12) A: Hast Du gesagt, dass Thomas mit einem Apfel jongliert?           B: Nein, er ISST einen Apfel.           ‘Did you say Thomas is juggling with an apple? No, he’s eating an apple.’ (12) is similar to an example of Cruttenden’s (2006) for English, given in (13). (13) A: Would you like to come to dinner tonight? I’m afraid it’s only chicken.           B: I don’t LIKE chicken. Indian English, by contrast, does not deaccent, as in the example taken from Ladd (1996: 176), reproduced in (14). (14) If you don’t give me that CIgarette I will have to buy a CIgarette. Italian is similar to Indian English in that the nuclear pitch accent tends to go on the final lexical item regardless of whether it is given or not. In (15), the nuclear accent is on casa in both cases, whereas in English it would have gone on outside and inside.3 (15) É un lavoro che si fa fuori CAsa o dentro CAsa?          ‘Is it a job which you do outside the HOME or inside the HOME.’ Cruttenden (2006) refers to examples such as those in Italian and Indian English as having reaccenting. Not all types of accent are equally strong, and therefore the context sometimes dictates not only whether an accent is present or not but also which type of accent may be used. The interested reader is referred to Baumann and Grice (2006), where degrees of givenness are shown to be reflected in the type of accent used. A high accent is used for new information, and a step down in pitch onto the accented syllable for information which is not totally given but, rather, accessible. No accent at all is used for totally given information.
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November 16, 2025 at 7:05 PM
📣 New Podcast! "09 Grige & Bauman (Eng) | 2.1-2 Functions of intonation; Lexical and morphological marking; Syntactic functions" on @Spreaker #bauman #comunicazione #grice #intonation #language #linguistica #savino #scienze #study #uniba
09 Grige & Bauman (Eng) | 2.1-2 Functions of intonation; Lexical and morphological marking; Syntactic functions
2. Functions of intonation In spoken language, intonation serves diverse linguistic and paralinguistic functions, ranging from the marking of sentence modality to the expression of emotional and attitudinal nuances. It is important to identify how they are expressed in the learner's native language, so that differences between the native and target languages are identified. It is particularly important to point out that many aspects of information structure and indirect speech acts are expressed differently across languages. Making learners aware of the existence of these functions will not only help them learn to express them, but will also help them to interpret what they hear in a more analytic way, thus reducing the danger of attributing unexpected intonation patterns as (solely) a function of the attitude or emotional state of the speaker. We have seen that intonation analysis involves categorical decisions about whether there is stress or accent, and, if there is an accent, which type of pitch accent it is. It also involves decisions about whether a boundary is present, and if so which pitch movement or level is used to mark it. There are also many gradient aspects to intonation, such as variation in pitch height or in the exact shape of the contour (equivalent to allophonic variation in the segmental domain). 2.1. Lexical and morphological marking Lexical and morphological marking does not belong to intonation proper but uses pitch, and to some extent also the other channels used by intonation. Categorical tonal contrasts at word level are characteristic of tone languages. Two quite different examples of tone languages are Standard Chinese, which has lexical contrasts such as the well-known example of the syllable ma with four different tonal contours, each which constitutes a distinct lexical item (mother, hemp, horse and scold), and the West African (Niger Congo) language Bini, which has grammatical tone: a change of tone marks the difference between tenses, e.g. low tone marking present tense and high or high-low tones marking past tense (see Crystal 1987: 172). Categorical tonal contrasts are also characteristic of so-called pitch accent languages which may also have lexical or grammatical tone. Both Swedish and Japanese are pitch accent languages. The difference between tone languages and pitch accent languages is that the former have contrastive tone on almost all syllables, whilst the latter restrict their tonal contrasts to specific syllables, which bear a pitch accent. However, it is difficult to draw a dividing line between these two language categories (see Gussenhoven 2004: 47). In intonation languages (the most thoroughly studied of which are generally also stress accent languages) like English and German, pitch is solely a postlexical feature, i.e. it is only relevant at utterance level. All tone and pitch accent languages have intonation in addition to their lexical and/or grammatical tone, although the complexity of their intonation systems varies considerably. 2.2. Syntactic functions As we have already pointed out, syntactic structure and intonational phrasing are strongly related, but do not have to correspond exactly. Intonation can be used to disambiguate in certain cases between two different syntactic structures. The attachment of prepositional phrases is often said to be signalled by intonation. For example, in (6), a phrase break after verfolgt tends to lead to the interpretation that it is the man with the motorbike which Rainer is following. A phrase break after Mann would tend to lead to the interpretation that Rainer is on his motorbike and is following a man whilst riding it. In the first case the prepositional phrase modifies the noun phrase (den Mann) and in the second it modifies the verb (verfolgt). This phrasing has the same effect in the English translation. (6)     Rainer verfolgt den Mann mit dem Motorrad.  ‘Rainer is following the man with the motorbike.’ However, it is often unnecessary to disambiguate between two readings, particularly if the context is clear. It should therefore not be expected that speakers will make such distinctions all of the time. A study on Italian and English syntactic disambiguation (Hirschberg and Avesani 2000) showed this particularly clearly, not only for prepositional phrase attachments, as in (7a), but also for ambiguously attached adverbials, as in (7b) (adapted from Hirschberg and Avesani 2000: 93). (7a) Ha disegnato un bambino con una penna.     ‘lit. He drew a child with a pen’ (7b) Lui le aveva parlato chiaramente.         ‘lit. He to her has spoken clearly.’ The two readings of (7b) are either that it was clear that he spoke to her (the adverbial modifies the sentence) or that he spoke to her in a clear manner (the adverbial modifies the verb).
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November 16, 2025 at 6:45 PM
📣 New Podcast! "08 Grige & Bauman (Eng) | 1.3. Consequences of highlighting and phrasing for the segments of speech" on @Spreaker #bauman #comunicazione #grice #intonation #languages #linguistica #recerche #savino #scienze #uniba
08 Grige & Bauman (Eng) | 1.3. Consequences of highlighting and phrasing for the segments of speech
1.3. Consequences of highlighting and phrasing for the segments of speech In section 1.1. we claimed that sounds are more strongly articulated when they are stressed or accented. The strength of sounds is also affected by the position of the sound in the syllable and, in turn, of the syllable within the phrase. Below we outline what is meant by strengthening, both with respect to prominence and to phrasing, and describe another phrasal effect on the duration of sounds. An account of intonation cannot ignore these effects, as they are often consciously or unconsciously used as diagnostics for the intonational analysis itself. This is particularly the case for phrasing, where intuitions about levels of phrasing based on the pitch contour are often unclear. If we take the sound /t/, at the beginning of a stressed syllable it is stronger than it would be at the beginning of an unstressed syllable: compare /t/ realisations at the beginning of ‘tomorrow’ and ‘tomcat,’ where /t/ in ‘tomcat’ is stronger (we hear greater aspiration and a longer closure). Moreover, /t/ at the beginning of a syllable bearing a pitch accent is stronger than one at the beginning of a syllable which is stressed but bears no pitch accent: Compare initial /t/ in the word ‘tomcats’ in ‘I like TOMCATS best’ with ‘Why not? I LIKE tomcats,’ where the former /t/ is longer and more aspirated. The strengthening of segments at the beginning of phrases (domains) is referred to as domain initial strengthening (see, e.g., Keating et al. 2003). Let us take the sound /t/ in English again. It is pronounced at the beginning of a larger phrase with greater strength than at the beginning of a smaller one. Furthermore, connected speech processes such as assimilation occur to a lesser extent across large boundaries than across small ones. This resistance to assimilation is also considered to be due to initial strengthening, in the sense that the segment preserves its identity, thus enhancing the contrast with adjacent segments (syntagmatic contrast), and possibly even enhancing a contrast with other segments which might occur in that position (paradigmatic contrast). At the ends of phrases there is a slowing down of the articulators, which is reflected in the signal as final lengthening. The larger the phrase, the greater the degree of final lengthening (inter alia, Wightman et al. 1992). Final lengthening leads to an increase in the duration of segments which is different from the increase obtained by stress and accent; the sounds are often pronounced less loudly and clearly than in stressed and accented syllables. Thus, final lengthening cannot easily be mistaken for accentual lengthening. Final lengthening has been found in a large number of languages, and is assumed to have a physiological basis, although there are language-specific, and even contour-specific differences as to the degree of final lengthening present. If a phrase break occurs across a sequence of unstressed syllables, those which are at the beginning of the second phrase are often pronounced very fast, this is referred to as anacrusis. Like an abrupt change in pitch, an abrupt change in rhythm is a strong cue for a phrase break. Now that the highlighting and phrasing tasks have been discussed, we turn to which functions they are used to express.
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November 16, 2025 at 6:25 PM
📣 New Podcast! "03_Grige-Bauman-Eng | 1.2 Phrasing" on @Spreaker #1_2 #bari #bauman #comunicazione #grice #phrasing_speech #savino #scienze #uniba
03_Grige-Bauman-Eng | 1.2 Phrasing
1.2. Phrasing Speech is divided into chunks delimited by means of intonation. These chunks have been termed breath groups, sense groups, tone units, tone groups, phonological phrases or intonational phrases, to name but a few (see Cruttenden 1997: 29–37). The most obvious indicators of boundaries between intonation units are (filled and silent) pauses. The longer the pause, the stronger the perceived boundary. However, there are many cases in which a boundary is perceived although a pause is missing. This effect is often due to an abrupt change in pitch across unaccented syllables, i.e. a jump up or down in pitch which cannot be attributed to the highlighting function of intonation. It is often difficult to decide whether an intonation unit boundary is present or not, in particular when investigating spontaneous speech. In fact, transcribers across a number of approaches to intonation have often reported that they need to capture different levels of phrasing – in simple terms larger and smaller phrases. Although the British School originally had only one level of intonational phrasing (Crystal 1969, for instance), large scale corpus transcription using this model carried out by Gerry Knowles and Briony Williams led to the introduction of an additional level, the major tone unit, which was able to contain a number of (minor) tone units (Williams 1996a, b). The autosegmental-metrical model of English intonation which contributed substantially to the ToBI framework (see section 3.2.) also makes a distinction between smaller, intermediate phrases and larger, intonation phrases. It is not clear whether there is a one-to-one correspondence between the two systems in terms of their phrasing, but it is possible to say that in many cases an intermediate phrase corresponds to a tone unit/tone group and the intonation phrase to a major tone group (see Roach 1994 and Ladd 1996 for attempts at converting between the British School and autosegmental metrical models). The intuitive need for at least two different sizes of phrase can be felt when comparing utterance (3) above, which consists of only one phrase, with (4), which appears most naturally to be composed of two: (4) Findest Du NICHT, dass Lena ein SCHÖnes HAUS gekauft hat? Don’t you think that Lena has bought a beautiful house?’ The jump in pitch (and thus the phrase break) occurs between nicht and dass. Although the tonal break coincides with a syntactic break here, we stress that intonational phrases and syntactic phrases are independent, even if they of course often correspond. Other instances of larger phrases containing more than one smaller phrase are lists, as in (5). Lena hat einen ROten, einen GELben und einen BLAUen Ball.‘Lena has a red, a yellow, and a blue ball.’ In lists usually all but the last phrase end at a relatively high pitch, either as in (5) above, or with a high level pitch. The high pitch indicates that there is still at least one more item to come. After it the pitch is reset (i.e. there is a jump down), marking the beginning of the next phrase. A jump either up or down is a strong cue for a phrase break (the boundary between two phrases).
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November 16, 2025 at 6:07 PM
📣 New Podcast! "06 Grige & Bauman (Eng) | 1.1. Highlighting" on @Spreaker #comunicazione #grice #intonazione #linguistica #savino #uniba
06 Grige & Bauman (Eng) | 1.1. Highlighting
In languages like English and German, utterance level prominence is realised on a designated syllable either by means of increased loudness and length, and unreduced vowel quality (all contributing to stress) or by means of the above, accompanied by a pitch movement (accent). This is not the case for all languages. Some languages use pitch movement without the accompanying loudness, length and vowel reduction (or at least using them to a lesser degree). English and German are referred to by Beckman (1986) as ‘stress-accent languages’, in contrast to, e.g., Japanese, which is a ‘non-stress accent language’. Both pitch movements with stress in stress-accent languages, and those without stress in non-stress-accent languages are referred to as pitch accents. In what is to follow, we concentrate on pitch accents in stress-accent languages. The notion of ‘stress’ applies to both word and utterance levels. We differentiate between ‘lexical stress’, also called ‘word stress’, denoting abstract prominences at word level, and ‘postlexical stress’, concrete prominences at utterance level. Table 2 summarises the different levels of description. The difference between stresses and accents entails a difference in the strength or degree of (postlexical) prominence. There are at least four different degrees of prominence at utterance level, as listed in table 3. In (3) we provide an extended version of utterance (1) above. It might conceivably be produced with a nuclear pitch accent on Haus (‘house’), a non-nuclear pitch accent on the first syllable of schönes (‘beautiful’), and stress on the first syllable of Lena (and possibly also on –kauft). All other syllables can be thought of as unaccented. In this and later examples, pitch accents are indicated by capital letters, stresses by small capitals.
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November 16, 2025 at 5:52 PM
📣 New Podcast! "05 Grige & Bauman (Eng) | An introduction to intonation – functions and models" on @Spreaker #bauman #grice #intonation
05 Grige & Bauman (Eng) | An introduction to intonation – functions and models
Il capitolo di Grice & Baumann offre una sintesi autorevole sull’intonazione come componente centrale della prosodia linguistica, distinguendo nettamente tra segmenti e tratti soprasegmentali secondo la tradizione dell’International Phonetic Association. L’intonazione viene descritta come l’insieme delle variazioni funzionali di F0 (frequenza fondamentale) e degli altri correlati prosodici (intensità, durata, qualità vocalica), che nel loro insieme concorrono alla costruzione del significato linguistico e pragmatico. Due sono i compiti fondamentali: - Prominence – la modulazione gerarchica della rilevanza informativa all’interno dell’enunciato, realizzata tramite pitch accent, differenze di durata e stabilità articolatoria; - Prosodic constituency – la segmentazione del parlato in unità prosodiche maggiori e minori, interpretata nel quadro metrico-autosegmentale come distribuzione di accenti e toni di bordo che strutturano la gerarchia prosodica. Gli autori evidenziano come le lingue differiscano nella gestione dei rapporti tra lexical stress, pitch accent e information status: alcune sfruttano la deaccentuazione sistematica (inglese), altre mantengono un’accentazione finale più robusta (italiano, varietà indiane di English). Il contributo mostra inoltre come l’intonazione operi nel marcaggio del focus, distinguendo tra narrow focus e broad focus, e nella codifica di stati informativi come “nuovo”, “dato”, “accessibile”, secondo parametri riconosciuti dalla pragmatica internazionale. Un’ampia sezione è dedicata alla distinzione tra funzioni linguistiche e paralinguistiche, chiarendo il ruolo dei tre codici biologici (frequency code, production code, effort code) nel modellare contorni come quelli interrogativi, finali, continuativi o espressivi. Infine, gli autori confrontano i modelli descrittivi: la tradizione britannica basata su contorni globali e il sistema autosegmentale-metrico (ToBI), oggi standard internazionale per precisione analitica, interoperabilità tra lingue e corrispondenza con la fonetica sperimentale.
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November 16, 2025 at 5:31 PM
📣 New Podcast! "41 Noma Bar. L'Arte di guardare una e vedere due volte" on @Spreaker #designer #grafica #nomabar #spazionegativo
41 Noma Bar. L'Arte di guardare una e vedere due volte
Silenzio, amici ascoltatori, e preparatevi a guardare due volte. Siamo pronti per inaugurare una nuova puntata del nostro podcast dedicata ai maestri della comunicazione visiva, e oggi vi portiamo nel mondo di un artista che ha trasformato il vuoto in significato: **Noma Bar**. Nato in Israele nel 1973, durante la Guerra del Kippur, Noma Bar è oggi un graphic designer, illustratore e artista di fama internazionale con base a Londra, dove si è trasferito nel 2000 dopo aver studiato alla Bezalel Academy of Arts and Design a Gerusalemme. Se dovessimo riassumere il suo stile in tre parole, sarebbero: **sintesi**, **efficacia** e **spazio negativo**. Bar è il re delle doppie immagini, colui che ci invita a "Guardare una volta, vedere due" ("Look Once, See Twice"). Il suo obiettivo è raggiungere la "massima comunicazione con elementi minimi", utilizzando forme essenziali e spesso bicromatiche in cui il vuoto definisce la forma e le figure si incastrano perfettamente. Lui stesso afferma che ogni positivo ha un lato negativo, e l'uno non può esistere senza l'altro. Questa pulizia stilistica non è casuale: Bar è influenzato dal **costruttivismo russo**, dai manifesti di propaganda sovietica, dalle litografie dell'**Art Déco** e dai disegni del **Bauhaus**. Ha anche citato l'influenza di giganti come Paul Rand e Saul Bass, che hanno elevato la grafica a vera forma d'arte. Dall'adolescenza, quando creò un ritratto minimalista di Saddam Hussein combinando il suo volto con il simbolo della radioattività, fino alle più grandi collaborazioni contemporanee, il lavoro di Bar è sempre stato concettuale. Le sue illustrazioni e il suo *graphic journalism* sono apparsi su testate di primo piano come *The New Yorker*, *The Guardian*, *The Economist*, *GQ*, *Esquire* e l'italiana *Internazionale*. Collabora con colossi aziendali come **IBM** (per la campagna *Smarter Planet*), **Apple**, **Google** e **Mercedes-Benz**. Non a caso, è un artista pluripremiato, con riconoscimenti che includono il **D&AD Yellow Pencil** e premi Oro e Argento ai **Cannes Lions**. Il suo lavoro non si limita alla stampa: il suo video animato *Stop hunger. Start peace.* (e l'animazione *Unmasking a Killer*) è stato incluso nella **collezione permanente del MoMA**. Noma Bar porta sempre con sé uno *sketchbook*, un compagno essenziale per filtrare e sintetizzare con urgenza il mondo che lo circonda, trasformando la negatività in osservazioni positive e coinvolgendo noi, i lettori, a non ignorare le questioni che ci circondano. Rimanete sintonizzati per scoprire come Bar riesce a racchiudere la storia e l'impatto sociale di un volto, da George W. Bush a Don DeLillo, in poche, geniali linee.
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November 9, 2025 at 8:31 PM
📣 New Podcast! "03-01 Voce e Carisma Il Pregiudizio di Genere" on @Spreaker
03-01 Voce e Carisma Il Pregiudizio di Genere
03-01 Voce e Carisma Il Pregiudizio di Genere
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November 5, 2025 at 11:16 PM
40-6.8 Bianco, Paradosso, Storia e Arte
Questo episodio costituisce una ricerca approfondita sul colore Bianco, analizzandolo da prospettive interdisciplinari, come richiesto da un prompt destinato a un esperto di Graphic Design e critica d'arte. l'episodio è strutturato in capitoli dettagliati che coprono la storia e il simbolismo del Bianco, dalla preistoria alle sue connotazioni di purezza in Occidente e lutto in alcune culture orientali. Vengono esplorate le sue manifestazioni nell'arte—citando maestri come Malevič e Fontana—nella moda, con esempi da Chanel a Balenciaga, e nel cinema. Inoltre, la ricerca dedica ampio spazio agli aspetti tecnici e commerciali, analizzando la produzione industriale di pigmenti (dal biacca tossica al biossido di Titanio), il suo ruolo nella stampa tipografica (white space) e la sua realizzazione nel mondo digitale (sintesi additiva RGB). Infine, il testo identifica il bianco come linguaggio universale del branding moderno, illustrando con numerosi casi studio (come Apple e Muji) come esso comunichi trasparenza, minimalismo e lusso contemporaneo. #bianco #colore #progettazionegrafica #tidotira #pittura #corso #formazione #fotografia #tipografia #istruzione #formazione #editoria #colorimetria #significato
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October 29, 2025 at 2:08 PM